Perchè una sezione dedicata alla bibliografia?

Spesso l'idea che ci facciamo di una materia, un avvenimento o un personaggio famoso dipende dal primo libro che ci ritroviamo a leggere su quel certo argomento. Spesso l'incontro con quel certo libro è frutto del caso: lo troviamo su uno scaffale in casa di un amico oppure in una libreria. Non c'è stata una scelta, anche perchè non è facile trovare delle guide competenti e preparate.

 

In questa sezione del sito di Scripta hanno trovato così ospitalità alcuni miei commenti (corredati da colorate faccine esplicative) che esprimono le mie opinioni su un certo numero di libri che possiedo e che ho letto con attenzione professionale. La mia speranza è che aiutino il lettore potenziale a "saperne qualcosa prima".

 

E’ evidente che i giudizi riportati sono personali e relativi ai singoli testi: non devono intendersi come relativi alle capacità (o professionalità o moralità o quant’altro) degli autori. Molti commenti hanno trovato d'accordo amici e colleghi, altri no. Mi assumo l'univoca responsabilità per ciò che ho scritto.

I commenti di alcuni passi non vogliono essere esaustivi del contenuto del testo a cui si riferiscono: vogliono piuttosto evidenziare alcune cose per me notevoli, nel bene o nel male.

Sarò lieto di leggere, a mia volta, i commenti altrui sugli stessi libri o su altri ancora non presenti nella carrellata.

L'ordine è per cognome dell'autore e (in caso di più testi) per anno di edizione.

E' mia intenzione aggiungere commenti nel tempo: fate una visita ogni tanto per trovarli!

 

Buona lettura.                         

                                                                                   Carlo Chinaglia

 

 

BIBLIOGRAFIA A-L

 

Autori vari

L'EQUILIBRIO PSICHICO DALLA SCRITTURA

Bulzoni Editore, 1978

 

Libro piuttosto interessante, sconsigliato a chi affronta per la prima volta la materia grafologica, per la panoramica che dà sul delicato problema della possibilità che ha il grafologo di individuare turbe psichiche. Nasce dal Congresso Internazionale di Grafologia del 1976 e riporta un buon numero di interventi degli oratori allora convenuti.

 

Autori vari

GRAFOLOGIA E CRIMINOLOGIA

Istituto Italiano di Grafologia, 1982

 

Atti del Congresso Nazionale di Grafologia tenuto a Trieste nel 1981; riporta un buon numero di interventi degli oratori allora convenuti. Si parla in termini concreti della perizia grafica (nell'ambito giudiziario) ed in termini molto più sfumati di grafologia vera e propria. Simpatica (ma per nulla grafologica) la relazione di Aurelio Valletta esplicativa del "caso Dreyfus" corredata dalle riproduzioni grafiche oggetto del famoso iter giudiziario. Meno "simpatica" mi sembra l'esposizione dei profili grafologici curati da Mario Alario di alcuni soggetti criminali: non sono convinto che il relatore avrebbe tratto le stesse conclusioni grafologiche se gli fossero state presentate le medesime grafie come produzione grafica di un gruppo di calciatori o veterinari o… santi!

 

Redazionale

LA GRAFOLOGIA

Vallardi Industrie Grafiche, 1997

 

Sottotitolo: “Come scoprire i lati nascosti del carattere leggendo fra le righe della scrittura”. Si sostanzia in tante brevi notizie grafologiche illustrate con diverse grafie di colore blu oltremare.

Nella bibliografia non è citato un testo fondamentale: "Quello che dice la scrittura" di Gino Sabattini. Perché è fondamentale? Perché è in larga misura la copia di questo… "redazionale". Problema: se due libri sono sostanzialmente uguali, uno degli anni Venti ed uno degli anni Novanta, quale sarà l'originale e quale la copia? E come può essere giudicato chi copia senza attribuire la paternità del testo e, nel caso, anche delle grafie?

 

ANGELONI Guido, DERAGNA Sergio

INVITO ALLA GRAFOLOGIA

Edizioni dell'Università Popolare, 1994

 

Sottotitolo: “Interpretare una scrittura per capire ed aiutare se stessi e gli altri”. “Prontintasca" di 80 paginette che "invitano" il lettore ad approfondire la materia rivolgendosi ad un corso o ad un ulteriore testo strettamente di scuola morettiana.

Piuttosto inutile e decisamente unilaterale: per motivi non espressi (ma non difficili da capire) si sostanzia in un "invito" a seguire, comunque, le orme del frate Moretti e dei suoi fedeli seguaci.

 

ASTILLERO Raimondo

GRAFOLOGIA SCIENTIFICA

Istituto Editoriale Cisalpino - Goliardica, 1980

 

Ristampa anastatica del testo del 1920; breve manuale grafologico ispirato al Crepieux. Abbastanza interessante il (purtroppo brevissimo) capitolo sulle "risultanti".

 

BALDI Camillo

COME DA UNA LETTERA MISSIVA SI CONOSCANO LA NATURA E QUALITA’ DELLO SCRITTORE

Edizioni Studio Tesi, 1992

 

Ristampa del famoso "trattato" del 1622 del professore di filosofia bolognese considerato il precursore della scienza grafologica. In realtà pochi passi della piccola opera letteraria fanno riferimento all'interpretazione psicologica dei segni di scrittura: pur essendo testo storicamente "primo" ritengo che possa mancare anche nella migliore biblioteca grafologica.

 

BARRETT David V.

GRAFOLOGIA

I libri del destino. Tecniche Nuove, 1997

 

Libricino con brevi capitoli sulla scrittura e sulla sua interpretazione psicologica, traduzione dell'inglese "The prediction library - Graphology" del 1995.

Una vera chicca, una delizia per gli occhi: dal punto di vista estetico-formale è un libretto veramente curato e singolarmente accattivante. Il prezzo di copertina delle 61 mini-pagine è enorme ed il contenuto dal punto di vista scientifico è veramente pochissima cosa. Ma è così grazioso… che anche la faccina, spesso caustica o seriosa sorride apertamente.

 

BENEDIKTER Franz

MANUALE DI GRAFOLOGIA

MEB, 1980

 

La prima considerazione da fare è che, per fortuna, non siamo più nel 1987! Dice l'autore: "Siamo nel 1987! Le persone nevrotiche, depresse, ansiose, tese, stressate non sono più una minoranza, ma una maggioranza: non c'è famiglia senza problemi con i figli, né matrimonio senza crisi.". Nonostante l'infelice introduzione, bisogna rilevare che il libro è piuttosto chiaro, molto curato nella grafica e moderno nella copertina.

Mi piace lo sforzo di dare un significato psicologico globale per ogni genere.

 

BERETTA Angela

LA SCRITTURA

Tascabili Sonzogno, 1993

 

Sottotitolo: “Il test più ‘naturale’ per conoscere se stessi e gli altri”.

Fedele agli insegnamenti del maestro Marco Marchesan, l'autrice sintetizza il metodo dell'ipnoterapeuta gradese proponendo la carrellata dei 226 segni previsti. Come prassi della scuola milanese, vengono omessi i significati delle "costellazioni psichiche" più direttamente riguardanti la sfera morale e sessuale (della serie "scherza coi fanti ma lascia stare i Santi"). Discreto il tentativo di illustrare le "tendenze più importanti"; il libro è privo di una analisi grafologica (anzi, "psicologica della scrittura"): mancanza di tempo, di spazio o di coraggio?

 

BIDOLI Sante A.

LA PSICOLOGIA DELLA SCRITTURA

Longanesi & C., 1979

 

Fedele marchesaniano, esamina i diversi segni del Maestro in rapporto ad un certo numero di aspetti psicologici.

Apprezzabile e piuttosto chiaro il lavoro combinatorio dei segni sopratutto per quanto riguarda l'intelligenza, la creatività e, con qualche eccezione, i complessi.

Presuppone la conoscenza del Marchesan ed ha il merito di costituire un interessante ed originale complemento per effettuare analisi della personalità.

 

BIDOLI Sante A., BRUNI Paolo, MANINCHEDDA Laura

PSICODIAGNOSI DELL’ANSIA ATTRAVERSO LA SCRITTURA

Istituto di Indagini Psicologiche, Milano, 1982

 

Studio comparato di un campione di 26 soggetti in psicoterapia fra il test “Scala di ansietà I.P.A.T.” e l’applicazione del metodo Marchesan della Psicologia della scrittura.

La finalità dello studio è pregevole e la metodologia parrebbe sostanzialmente corretta. I risultati del confronto delle risultanze dei test (le correlazioni) sono risultate positive: da + 0,46 a + 0,82. Sarebbe stato bello vedere tutte le scritture (26 non è un numero troppo grande) invece di una sola; qualche spiegazione in più dei passaggi del lavoro non avrebbe guastato. Circa un terzo dei segni marchesaniani rivela, secondo gli autori, segnali di ansia: ciascuna combinazione di ogni tipo di ansia è molto (troppo?) sostanziosa.

 

BISI Roberta

GRAFOLOGIA E STRUTTURALISMO. Analisi e prospettive

CLUEB – Bologna, 1992

 

Della collana materiale di ricerca in criminologia, sonda il possibile rapporto tra strutturaliamo e grafologia. A corredo, analisi di soggetti criminali.

Spero che l’autrice abbia capito cosa voleva fare e dire. Io no: anche dopo una seconda lettura del libretto non riesco bene a comprenderne il contenuto. Probabilmente le mie basi fragili di filosofia e psicologia non mi permettono di cogliere appieno il significato di strutturalismo. E neppure sembrano bastarmi le basi (quelle, solide) di criminologia e grafologia per cogliere certe paventate interazioni.

Scelgo la faccina neutra distribuendo equitativamente le “colpe” della mancata comprensione tra me e l’autrice.

 

BOILLE Nicole

IL GESTO GRAFICO GESTO CREATIVO. Trattato di Grafologia

Edizioni Borla, Roma, 1998

 

In 400 pagine molte notizie sulla grafologia considerata dal punto di vista storico e metodologico. Cenni a diverse scuole di psicologia.

In quarta di copertina l’autrice mette subito “le mani avanti”: … Girolamo Moretti, maestro indiscusso…. Come dire: vengo in pace e non ho intenzione di attentare al maggior riferimento grafologico italiano… vogliamoci bene! Al di là di questa innocua “captatio benevolentiae” è da mettere in risalto la serietà e la disciplina già precedentemente dimostrata dall’autrice. Tratta temi a volte tralasciati, come quello sulle caratteristiche dei modelli calligrafici europei.

 

BRAVO Alberto

GRAFOLOGIA PRATICA

Fanucci, Roma, 1979

 

Discreto lavoro di non dichiarata influenza morettiana. L'autore esamina la scrittura considerando la presenza (se superiore al 50%) o l'assenza di 64 segni grafologici. L'analisi che ne consegue è derivata dall'insieme degli aspetti psicologici relativi a ciascun segno considerato presente: questo modo di esclusione dei segni rappresenta, a mio giudizio, il grosso limite del metodo proposto, peraltro non disprezzabile.

 

BRUNI Paolo

GRAFOLOGIA GIOVANILE. Scopri tuo figlio nella sua scrittura

Xenia, 1994

 

Se lodevole mi sembra l'intenzione di avvicinare il genitore, l'educatore e l'insegnante alla scoperta della grafologia e se condivisibili mi paiono la maggior parte delle interpretazioni psicologiche attribuite ai segni esaminati, alcune perplessità sono scaturite da alcuni passi. Perplessità ho fortemente sentito nel leggere: "Per non parlare poi dell'abitudine di farsi chiamare per nome dai figli, livellando il rapporto in modo tale da portarlo all'altezza di costoro, che così non sentiranno la necessità di tendere verso l'alto, di elevarsi. Se si sta tutti allo stesso livello, chi guida chi? Se non c'è una gerarchia in famiglia, chi assume la funzione dell'autorità? Se chiamo per nome mio padre, poi finirò col trattarlo come tratto i miei amici e compagni di scuola, dai quali non accetto di certo imposizioni e direttive". Altrettanta perplessità ho registrato rilevando la teoria della "grafologia strutturale" dell'autore che si contrappone parzialmente a quello che viene definito con arroganza "l'errato simbolismo spaziale tradizionalmente accreditato": più che contestare la tesi del Bruni che colloca l'inconscio esclusivamente nel rigo di base, mi preme sottolineare la mia contrarietà verso coloro che, avendo una tesi, sostengono che quella sia assolutamente vera e qualsiasi antitesi, falsa. Nulla, secondo me, reca più danno alla crescita di una disciplina scientifica che la contrapposizione "muro contro muro" di teorie (nonché personalità) dei teorizzanti.

 

BRUNI Paolo

LA GRAFOLOGIA. Scrittura e personalità

Xenia, 1994

 

Piccolo libretto composto da una serie di pillole grafologiche. Esamina, sempre in modo molto succinto, la storia grafologica ed i suoi maggiori esponenti, un certo numero di segni ed i principali ambiti di applicazione della grafologia.

 

BRUNI Paolo

SIMBOLOGIA DELLA SCRITTURA. La Grafologia Strutturale e l'inconscio

Xenia, 1994

 

Dissertazioni grafologiche: dai piccoli segni grafici ai grandi temi universali.

E' imbarazzante commentare un testo così pieno di opinioni da me non condivise. Dalla prefazione: Tutte le scuole di grafologia hanno dato un'interpretazione erronea…. A pagina 10: la scrittura rivela come è costruita la persona, come si mostra, non come è. A pagina 19: Non può dire di conoscere una persona chi non è mai stato a casa sua. A pagina 126: la b scolastica sembra uno dei re magi che portano i doni e a pagina 132 svela che la g viene spesso vissuta o immaginata come la lettera della sessualità perché si presenta come una chiave. Di fronte a tante… parole c'è da rimanere senza parole.

 

BRUNI Paolo

MANUALE DI GRAFOLOGIA

Domino, Avallardi, 1996

 

11,5 x 8 x 2 (cm.) x 301 (pagine) di cui 76 esempi grafici.

Manualetto denso di segni grafologici. Diverse interpretazioni psicologiche mi sembrano non condivise dalla maggior parte degli autori e, in alcuni casi, non condivisibili tout court.

 

CHINAGLIA Carlo, TRISCOLI Edoardo

GRAFOLOGIA. Manuale di analisi psicologica con breve storia della scrittura

L’Airone, Roma, 1994

 

 

Il manuale presenta una storia della scrittura ed una della grafologia di una certa completezza (considerando che il testo è incentrato sulla trattazione di una metodologia di analisi grafologica); è decisamente grafometrico (nonostante che alcuni “indici grafologici” siano soggetti a valutazione), si propone come momento scientifico di sintesi degli apporti grafologici storicamente più importanti ed originali (e non come ripetizione di concetti espressi da questa o quella scuola). Sembra riuscito il tentativo di “spiegare le spiegazioni”: troppo spesso in altri testi c’è abbondanza di significati correlati ai vari segni ma l’assenza dei motivi che hanno indotto a tali interpretazioni. Non è indicato per chi si affacci per la prima volta alla grafologia, desiderando solo farsi un’idea della materia: è da considerare, invece, per chi fosse alla ricerca di un metodo di analisi serio e completo.

 

CHINAGLIA Carlo

SESSO E SCRITTURA

Gremese, Roma, 1997

 

 

Agile libretto che spiega in modo riassuntivo un certo numero di segni grafici psicologicamente interpretabili e fornisce un metodo per calcolare la compatibilità di coppia. Attraverso la complementarietà delle rispettive sessualità psicologiche ed analizzando i possibili "giochi di ruolo" (bambino, giovane, adulto) di ciascuna “metà della mela” si giunge (dopo non pochi conteggi) al grado di potenziale intesa psicologica tra partner.

 

CHINAGLIA Carlo

MANUALE DI GRAFOLOGIA

Gremese, Roma, 2001

 

 

Rispetto alla precedente versione del metodo, l’organizzazione dei segnali grafologici è tripartita: gli indici sono stati suddivisi in sette gruppi e sono stati creati alcuni aspetti "andamento” che si affiancano a quelli “media” e “variazione”. Sono riportati molti esempi grafici e diverse combinazioni grafologiche. Si parla anche di firma ed è presente una carrellata di firme di cantautori apprezzati dall’autore.

 

CHINAGLIA Carlo, DAVIA Alessandro

GRAFOLOGIA. Corso pratico per analizzare la personalità interpretando la scrittura

L’Airone editrice, Roma, 2005

 

 

In quattro e quattrotto (nome della collana di tascabili) e per soli 6 euro (saliti a 7 nella nuova edizione di più facile lettura) ecco un bignami della grafologia. E’ un manuale fondato sul Metodo Chinaglia semplificato (per principianti assoluti che non amano assolutamente numeri e formule). La struttura è una sorta di zoomata progressiva: dall’esame delle cose più evidenti (ampiezze dei margini) a quelle più piccole (variazioni pressorie nei tratti finali).

 

CHINAGLIA Carlo

GRAFOLOGIA. Metodo e applicazioni per capire se stessi e il prossimo

Gremese, Roma, 2007

 

 

Il testo ripropone in versione “riveduta e corretta” il metodo-Chinaglia senza, peraltro, grandi novità epistemologiche. Notevole e nuovo il contributo dato da colleghi / amici del Nostro che hanno risposto al suo appello ed hanno fornito contributi molto interessanti sul fronte “applicazioni”: Piergiorgio Bresil (medico) presenta “Grafologia e salute”, Rossella Rucco (psicologa) disserta su “Grafologia e psicoterapia”, Alessandro Davia (studioso) dà un originale contributo con “Grafologia e serial killer”, Sandra Broccolo (psicologa) porta alcuni risultati del suo lavoro con “Grafologia e selezione del personale”. Non poteva mancare il contributo di Edoardo Triscoli (esperto) che dimostra la sua grande cultura del “fenomeno scrittura” con un capitolo chiamato “Etnografologia”.

Insomma: ce n’è per tutti i gusti!

 

CHIOSTRI Silvana

CURARE E CURARSI ATTRAVERSO LA GRAFOLOGIA

Il parallelo, Editrice Pragma, Bologna, 1996

 

Sottotitolo: “La scrittura esprime i disagi, i malesseri e gli stati psicologici che sono alla base delle malattie fisiche”.

L’autrice, grafologa morettiana parla di grafologia e malattia e dei loro possibili rapporti.

Che esista un rapporto tra psiche e soma è cosa risaputa; che una visione "olistica" dell'uomo nei suoi aspetti fisici e psichici sia alla base di una sua corretta conoscenza è idea condivisibile; che possa esserci una correlazione tra scrittura e malattia rimane, dopo la lettura del libro, un bel mistero irrisolto.

Non mi convincono gli esempi: superficiali e scollegati. Non mi piace il tono perentorio con cui si fanno affermazioni importanti e per nulla dimostrate. Mi irrita un contesto serioso nel quale alcune verità universalmente accettate sono mescolate con noncuranza ad affermazioni tutte da dimostrare. Leggo, a proposito del cancro: una cellula decide di vivere di vita propria, perché vuole distinguersi e sopravvaluta il proprio Io.

Una occasione mancata.

 

COSCO Giuseppe

DIMMI COME SCRIVI E TI DIRÒ CHI SEI

Edizioni Sarva, 1991

 

Accozzaglia di frammentarie notizie grafologiche senza capo né coda. E' grazie a libri di questo tipo che molti non tengono nella dovuta considerazione la scienza grafologica ("Quando la grafologia deve difendersi dagli stessi sedicenti grafologi")!

Neppure il costo contenuto ne giustifica l'acquisto.

Nota curiosa: presi coraggio e telefono e chiamai direttamente l’autore esprimendogli una bella raffica di critiche: mi diede ragione!

 

COSTANTINO Anna Rita, MATRANGA Francesco

IL LINGUAGGIO DELLA SCRITTURA

Franco Angeli, 2006

 

Libretto di ben poco spessore; dal punto di vista fisico come da quello dei contenuti. Linguaggio maldestramente bizantino, esempi minimi ripetuti della stessa mano, cervellotici o immotivati specchietti (per le allodole grafologiche?), indicazioni spesso a me incomprensibili: ecco in cosa si sostanzia il libretto. Come lettera di riferimento per la valutazione dell’altezza delle minuscole si consiglia la lettera “i” e per la stima della larghezza delle lettere si invita a considerare soprattutto la lettera “n”: era difficile, a mio giudizio, trovare lettere altrettanto difficili da valutare (soggette a variazioni e spesso deformate).

Proprio brutto.

 

CREPIEUX-JAMIN Jules

IL CARATTERE DALLA SCRITTURA

QuattroVenti, 1985

                                                       

Traduzione e coedizione dell'Istituto Moretti che presenta un'opera fondamentale; potrebbe deludere chi cercasse una trattazione sistematica dell'intero sistema segnico del maestro francese; stimola la voglia di avere tra le mani un testo del Michon tradotto in italiano o, dello stesso autore, "ABC della grafologia".

 

CREPIEUX-JAMIN Jules

ABC DELLA GRAFOLOGIA

Edizioni Messaggero Padova, 2001

 

Traduzione di ABC de la graphologie del 1930 eseguita da Guido de Matthaeis.

Penso che l’opera si possa considerare come quella più fondamentale della storia della grafologia. E non delude il lettore: circa 550 pagine ed oltre 650 esempi grafici di chi, raccogliendo l’eredità del grande Michon, è riuscito ad organizzare molto bene la materia. Nonostante il tempo trascorso mi sembra molto attuale; i problemi di chi studia il rapporto tra grafia e personalità rimangono sempre quelli. Tutta l’arte del grafologo sta in questo: distinguere tra più significati possibili il più appropriato.

 

CRISTOFANELLI Pacifico

GRAFOLOGIA

Calderini, 1989

                                                             

Seguace del Moretti, tratta concisamente i vari segni avendo cura di presentare scritture contemporanee ed inedite; molto efficace l'uso del colore rosso per evidenziare diversi aspetti delle grafie ed alcune esemplificazioni efficaci per la maggior comprensione dei significati psicologici dei segni.

 

CRISTOFANELLI Pacifico, LENA Silvio

GRAFOLOGIA ED ETÀ EVOLUTIVA

La Scuola, 2002

 

Mi sembra che l’intenzione degli autori sia stata quella di presentare ad un target fatto di insegnanti e genitori “impegnati” la disciplina grafologica. Partendo da cose abbastanza note (interpretazione del disegno infantile) si invita il lettore ad intraprendere la strada dell’interpretazione anche dello scarabocchio e della scrittura. Sono riportati disegni, scarabocchi e scritture di minori commentati in chiave psicologica. Si trattano, in modo non approfondito, diversi temi che effettivamente vedono al centro alcune difficoltà (a volte inespresse e spesso tardivamente comprese) proprie dell’età evolutiva. Date le finalità, giudico questo testo in modo positivo. Se qualcuno cercasse però una guida precisa su come rintracciare e bene interpretare i vari segni di disagio che il figlio o lo studente potrebbero rappresentare con la loro scrittura allora penso che questo testo sia insufficiente.

 

CRISTOFANELLI P., MORASSO M. T., VENTURINO SELIS A. (curatori)

CRISTOFORO COLOMBO. Un ritratto grafologico

ECIG, Genova, 1992

 

Volume 13 delle Monografie su temi colombiani diretta da Gaetano Ferro, nel 500° della “scoperta dell’America”.

Per analizzare la scrittura del grande mio conterraneo (cosa peraltro contestata) sono state interpellate figure di prestigio grafologico internazionale. Della maggior parte possiedo testi ed articoli ed una di queste (Rosalba Trevisani) è stata mia buona insegnante di grafologia francese quasi vent’anni fa. Non era, a mio parere, per nulla facile analizzare (probabilmente da riproduzioni) delle scritture vecchie di ben cinque secoli. Non so se tutti i colleghi avessero le conoscenze adeguate (modello calligrafico di riferimento, caratteristiche della carta e del mezzo scrittorio, ecc.) per svolgere al meglio il compito. In effetti non ci sono (giustamente) grandi approfondimenti.

Alla fin fine più che altro un gioco (molto raffinato) da salotto.

 

CROTTI Evi

TEST DI SCRITTURA

Librex, 1985

 

Nella città-feudo del Marchesan ecco una morettiana che, coadiuvata da Alberto Magni, ripropone il metodo del maestro. Il libro si fa apprezzare per la chiarezza di esposizione e la cura messa negli esempi grafici; da lodare l'inserimento delle schede con la rilevazione dei segni dove l'autrice dimostra di non temere il giudizio dei colleghi quantificando i segni di diverse scritture riprodotte.

 

CROTTI Evi

DIMMI COME SCRIVI… Scoprire il carattere e la personalità attraverso la scrittura

Mondadori, Milano, 2009

 

La più rigorosa e equilibrata dei grafologi italiani [dalla prefazione a nome Marcello Cesa Bianchi] sembra “svuotare il sacco”: dopo tanti libretti (a mio parere piuttosto superficiali, riduttivi, commerciali, pubblicitari) la Crotti sembra intenzionata a non nascondere più il suo sapere grafologico. In realtà l’aspetto grafometrico è quasi tralasciato: mi sembra evi… dente che l’autrice si senta decisamente più a suo agio nello spiegare le dinamiche della personalità piuttosto che nell’esplorazione delle giungle matematiche e geometriche.

Della serie “con Moretti, oltre Moretti”: già dalle premesse la rigorosa ed equilibrata collega denuncia i limiti della grafologia in generale e invita a seguire i suoi lavori di “restyling” del metodo Moretti. Nel testo, in effetti, convivono cose prettamente morettiane con tentativi (a volte riusciti, a volte meno) di intersezione e arricchimento di contributi provenienti da altri autori.

La successione dei capitoli del libro mi pare curiosa: l’elencazione dei diversi segni è posta dopo molte combinazioni degli stessi! Peccato che le grafie siano riprodotte in forma ridotta: ce ne sono moltissime, spesso interessanti.

Una facciata scarsa su “il fenomeno della scrittura tipografica o script”: mi sarei aspettato molto di più da parte di una persona che da molti anni si occupa di scritture (e grafismi in genere) dei minorenni.

Tanta sapienza grafologica in un libro di 342 pagine poteva suggerire almeno una analisi completa; magari di una scrittura anonima: manca.

In conclusione, un testo che si fa apprezzare per le numerose notizie e per una certa capacità di non seguire pedissequamente le orme magistrali. Non entusiasmante per una certa caoticità nella sequenza degli argomenti trattati ed per una disarmante assenza delle ragioni interpretative. D’altra parte cosa scriveva ogni tanto il Frate Maestro per dare credibilità alle sue affermazioni: la ragione scientifica è evidente!

 

CROTTI Evi, MAGNI Alberto

GRAFOLOGIA

RED, Como, 1994

 

Sottotitolo: “L'analisi della scrittura: un metodo per conoscere più a fondo se stessi e gli altri”.

Tratta temi di psicologia applicata alla scrittura.

A differenza di quello che un occasionale lettore potrebbe pensare, il libro non si concretizza come un ennesimo manuale con relativo metodo di interpretazione grafologica, ma si rivela presto come una raccolta di argomenti eminentemente psicologici visti attraverso la lente (è il caso di dire!) del grafologo.

Anche se parecchie considerazioni mi lasciano perplesso ed altre trovo superficiali, considero questo testo interessante e di buon complemento nella biblioteca grafologica di qualsiasi studioso della materia.

 

CROTTI Evi, MAGNI Alberto, SILINI Bruno

L’IMMAGINE E L’ANIMA

Boroli, Milano, 2007

 

Sottotitolo: “Donne famose del ’900 scrutate in profondità con l’analisi grafologica”.

Dalla prefazione firmata “Adele Campione”: … Non per niente la prima donna esaminata è Brigitte Bardot… L’analisi grafologica conferma tutti gli elementi caratteriali suggeriti nella sua biografia. “Non per niente” [la Bardot], effettivamente per qualcosa che forse è sfuggito al commentatore: l’ordine alfabetico! Ma forse ci voleva un Campione di analiticità e riflessione per accorgersene! Il prefatore parte male e prosegue peggio: ancora una volta un discepolo di Moretti dà prova della adesione epistemologica ai dettami del maestro: mi pare di grande evidenza che le analisi tengano conto in modo colpevole e grossolano delle caratteristiche descritte del personaggio di riferimento. Frequentemente gli autori (l’autrice!?) devono fare i salti mortali per fare finta di non vedere alcuni segni grafologici o quando devono “arrampicarsi sugli specchi” per fare coincidere l’interpretazione a ciò che il lettore (probabilmente sprovveduto e forse digiuno della materia grafologica) presumibilmente si attende. In diversi casi l’analisi sembra basarsi esclusivamente su firme (in qualche caso probabilmente neppure disponibili agli autori in originale). Ma non è la prima volta che la Crotti si esibisce in analisi disponendo della sola firma (ricordo quella dell’illusionista David Copperfield ad un “Maurizio Costanzo show”… che tristezza!). Non condivido diverse stime dei segni (uno per tutti, la distanza tra lettere della scrittura di Liala) e molte interpretazioni psicologiche.

Ancora un libretto che, grafologicamente parlando, vale veramente poco.

 

FERREA Maria Luisa

SEGNI COME DISEGNI

Edizioni Magi, 2004

 

Sottotitolo: “Un approccio alla grafologia attraverso le immagini dell’arte Relazione tra il gesto grafico dell’artista e quello dello scrivente”.

Ecco come si può ripresentare il metodo Moretti (decisamente semplificato) con originalità ed intelligenza. L’autrice mostra cultura in generale, artistica e grafologica in particolare. Molto azzeccate le scritture e veramente notevole la scelta delle opere d’arte correlate. La prefazione di Cristofanelli non mi sembra casuale: è... pacifico che anni prima del testo in oggetto anche lui ebbe a corredare un suo libro con immagini d’arte. Qualche piccolo particolare grafometrico non mi risulta esatto ma, si sa, l’approccio morettiano è scientifico “fino a un certo punto”. In mezzo a tante scritture e a tanta arte non poteva mancare la presenza fantasmatica di Vittorio Sgarbi: lo si evoca a pagina 122 (persona spavalda, esuberante e ultrasicura di sé…) e lo si rappresenta (anonima fig. 111) nella pagina a fianco.

 

FIORI Arnaldo

IL CARATTERE E LA COPPIA

Edizioni Simone, 1991

 

"... questo volume è destinato ... ad un pubblico ... senza una particolare ... preparazione in grafologia": è lo stesso autore che mette subito il lettore sul chi va' là: specifica, in seguito, che "il testo completo, recante ... tutte le istruzioni ... è molto voluminoso ed è riservato agli specialisti"; nonostante la sgradevolissima copertina la lettura è abbastanza interessante e, pur mostrando alcuni limiti, può dare buoni spunti a chi voglia affrontare il tema della compatibilità di coppia. Apprezzabile, in questo senso, lo sforzo di dare un contributo alle possibili applicazioni della grafologia spesso da altri autori accennate ma molto poco chiarite nella pratica.

 

FOIX Pierre

MANUALE DI GRAFOLOGIA

Gribaudi, 1975

 

Traduzione dell'opera originale "Méthode de graphologie en quinze lecons" curata da Vittorino Merinas, si propone come manualetto di facile consultazione adatto al neofita.

 

FRAGOLA Mario

GRAFIA E PERSONALITA’. Analisi scientifica della scrittura

Edizioni Omega Torino, 1983

 

Pur presentandosi come un testo accattivante per numero di pagine, per gli argomenti trattati e per una buona veste tipografica, presenta diversi aspetti non esaltanti: ad una prima parte abbastanza interessante di psicologia e pedagogia fa seguito la trattazione del sistema grafologico marchesaniano illustrato con esempi grafici artefatti (probabilmente dallo stesso autore) che tolgono l'elemento grafologico essenziale: la spontaneità. L'autore farcisce di "rilievi" i vari aspetti grafici e, in tali contesti, non sempre ci appaiono condivisibili le considerazioni esposte. Una parte dedicata all'orientamento professionale potrebbe essere abbastanza interessante ma non mi convincono l'età degli scriventi "da orientare" né alcune motivazioni nella scelta dei segni (grossolana la caduta sulla scrittura "modello" che dovrebbe possedere uno studente di terza media a cui indicare la scelta dell'Istituto Magistrale "per deformazione professionale").

 

FRANCO Domenico

L'INTIMITA' DI UNA CELEBRE CANTANTE RIVELATA DALLA SCRITTURA

Istituto di indagini psicologiche, Milano 1976

 

Piccolo "libretto" dedicato alla vita e alle opere della cantante Toti Dal Monte (ma non si poteva nominare direttamente nel titolo!?).

Tesi con la quale il religioso termina il corso di “psicologia della scrittura col massimo dei voti e la lode”. Il “don” trova ispirazione in un segno del Maestro (non di Gesù; nel contesto, ma di Marco Marchesan): la scrittura "fluttuante" (variazione dell'altezza delle minuscole minori) resa come capacità interpretativa musicale. Di analisi psicologica c'è proprio poco: da pag. 50 a pag. 53. Le ultime frasi sono lapidarie e a me incomprensibili. Conoscendo "i precedenti" (relazioni tribolate Marchesan-Moretti e Marchesan-Gemelli) mi viene da pensare che l'operazione editoriale sia solo di natura “politica”.

 

GABRIELLI Lella, SARTOR Rita, SBICEGO Grazia

GRAFOANALISI

Acanthus – Milano, 1986

 

Sottotitolo: “I segreti della personalità rivelati dalla scrittura. Sentimenti ed emozioni, ragione ed istinto nel vissuto privato e sociale dell’uomo”.

Molti appunti piuttosto riassunti di grafologia e delle sue applicazioni.

Al di là della pubblicità di una penna in copertina, mi pare che molti argomenti risultino spesso “avulsi” e parecchio “liofilizzati”: come se l’obiettivo fosse quello di dire in circa 180 pagine il maggior numero di cose possibili sulla “grafologia e dintorni”. Nessun segnale di elaborazione critica, tutte cose già sentite: un’altra porta aperta è stata sfondata!

 

GAILLANT Giselle

GUIDA ALLA GRAFOLOGIA

Garzanti - Vallardi, 1979

 

Traduzione del testo francese dei primi anni '70; interessante lavoro di raccolta dei vari contributi alla grafologia; seppur di netta ispirazione jaminiana, è da annoverare come una bella prova di non settarismo scolastico.

 

GALEAZZI G., PALAFERRI N., GIACOMETTI F.

GUIDA ALLA GRAFOLOGIA

Sansoni Editore, 1990

 

I tre moschettieri rendono un buon servizio al loro re Moretti in termini di attaccamento al metodo; qualche pagina a cura del Giacometti tratta l'orientamento matrimoniale (e già l'uso di questa parola dà idea di visione perlomeno parziale del tema della compatibilità di coppia); si affermano i concetti che "le persone si uniscono perché sono somiglianti; le persone si uniscono perché in grado di integrarsi".

 

GERACI Agata

DIMMI COME SCRIVI

Oscar Manuali Mondadori, 1987

 

Più che un testo strutturato sembra di avere sottomano il quaderno di appunti ed esercitazioni di un attento studente del Marchesan: alcune cose che potrebbero essere interessanti sono incomplete e non approfondite mentre in altre cose piuttosto banali ci si sofferma troppo. Curioso e di possibile utilità uno specchietto (elaborato dal Bidoli?) sulle frequenze d’uso delle lettere alfabetiche nelle sette lingue più conosciute in Italia.

 

GILLE MAISANI Jean-Charles

PSICOLOGIA DELLA SCRITTURA

Liguori editore, 1990

 

Testo per addetti ai lavori che mostra l'impegno e la meticolosità sia dell'autore francese sia del curatore della edizione italiana (Nicole Boille Calendrau, che si è anche preoccupata di integrare la bibliografia e gli esempi di scritture).

Possiamo dividere l'opera in tre parti:

1) la spiegazione di 32 nuove specie (elaborate con grande onestà intellettuale nella attribuzione delle rispettive paternità) che aggiunge alle 175 previste dal Crepieux nel suo "ABC de la graphologie" del 1929; 2) la riproduzione di moltissime grafie esplicative; 3) una grande e curata bibliografia.

Dispiace (a me) che tanto amore per la grafologia ed indubbie capacità di elaborazione siano diretti all'individuazione di nuovi "segni" e non alla creazione di un solido sistema di base.

 

GIOMI Silvana, MINGOLI Roberta, PINNA Maria, TORBIDONI Daniela

GRAFOLOGIA OGGI

Edizioni San Paolo, Milano, 1997

 

Alle soglie del Duemila le autrici riescono a farcire la parte scritta con grafie pubblicate dal vecchio, usato e abusato, fritto e rifritto, Trattato di Moretti. L'adesione al metodo è totale e assoluta, acritica e fideista, immutata e carabiniera (nei secoli fedele). Non sorprendono le parole iniziali della prefazione (Questo libro si presenta con una forte innovazione qualitativa nel mondo della lettura grafologica) perché poste subito sotto il nome del prefattore (Alberto Bravo). Cosa salvare in un lavoro che cento anni fa avrebbe meritato una faccina sorridente, cinquanta anni fa una neutra ed oggi pare sin troppo una arrabbiata? Qualcosa c'è (ammessa la veridicità): le fotografie di Crépieux-Jamin, Klages, Pulver e Moretti (l'unico che sorride!).

 

GUAITOLI Anna Rita, MANETTI Elena

IDENTITA’, SCRITTURA E SEGNI

CE.DI.S Editore, 2005

                                                  

Sottotitolo: “Percorsi evolutivi tra teoria e tracce segniche dall’infanzia all’adolescenza”.

Tratta la personalità umana dalla nascita alla maggiore età, studiata attraverso scarabocchi, disegni e scritture.

Il libro si presenta sobrio, ordinato, ben diviso in capitoli e paragrafi, corredato da innumerevoli esempi grafici (spesso, purtroppo, poco nitidi nella copia in mio possesso). Sono riportate note su alcuni dei maggiori esperti storici dell’evoluzione della personalità umana. Riesce ad essere di facile e gradevole lettura (fatti salvi alcuni termini psicologici “per iniziati” e l’individuazione di segni grafologici che presumono nel lettore una certa conoscenza della grafologia francese e di quella morettiana).

 

KINAUER SALTARINI Helene

LA GRAFOLOGIA

I libri di Gulliver, 1986

 

Testo poco interessante che si sostanzia in una carrellata di "segni fissi" (di michoniana memoria) che nulla aggiungono o tolgono allo studioso della scienza grafologica.

 

KOCH Umberto [al secolo Umberto Girolamo Moretti]

MANUALE DI GRAFOLOGIA

Officina tipografica Scarponi, Osimo (AN), 1914

 

Con grande curiosità mi sono approcciato a questa copia anastatica delle edizioni Giordano (del 2005).

Dalla prefazione dell’autore: “Sono nove anni che mi vi applico, ho esaminato accuratamente più di 28.000 scritture, e rarissime volte la mia sentenza grafologica non ha colto nel segno.” Due considerazioni vengono immediatamente da fare: 1. È possibile in 9 anni esaminare accuratamente più di 28.000 scritture? 2. Come è possibile affermare che la propria sentenza (“profilo psicologico” o “quadro della personalità”) abbia colto nel segno?

Per rispondere alla prima domanda ci viene in aiuto una calcolatrice: 28.000 diviso 9 fa circa 3,1. Tale cifra annuale divisa per 365 dà un risultato di circa 8,5. Oltre otto scritture esaminate di media al giorno; tutti i giorni per 9 anni. Osservare con attenzione una grafia, illustrare al suo possessore il profilo psicologico che si rileva (oppure mettere per iscritto le proprie deduzioni) e, immagino, verificare con lo stesso interlocutore la corrispondenza di quanto affermato quanto può durare? Almeno 60 minuti. Ogni giorno, dunque, l’energico e volitivo conventuale riusciva a trovare circa 9 ore per le sole analisi? E se un giorno per motivi diversi non poteva dedicarsi, il giorno dopo doveva trovare circa 18 ore del suo tempo e circa 17 scriventi pronti ad ascoltare e criticare (!?). Quando poi una influenza birichina lo avesse tenuto a letto febbricitante per 4 giorni, avrebbe accumulato 36 ore (un giorno e mezzo) di analisi da espletare; da aggiungere alle consuete 9 ore giornaliere! Insomma, i casi sono due: o gli fossero bastate solo poche ore di sonno per notte ed avesse avuto per 9 anni ben poche ulteriori incombenze a cui fare fronte, oppure il padre (patrigno?) della grafologia italiana esordisce con una colossale bugia!

Per quanto riguarda la seconda domanda ancora una volta ripropongo una mia radicata perplessità: come è mai possibile verificare l’attendibilità di un quadro psicologico? Mi sembra di tutta evidenza che il confronto con quello che lo scrivente pensa (ovvero dice) di sé stesso sia inaccettabile. Ci vorrebbe allora un confronto con il risultato di un altro test di personalità, la cui attendibilità sia dimostrata. Se lo conoscete ditemelo che cambio immediatamente mestiere!

Il libretto si sostanzia in una carrellata di “regole” (cosa aspettarsi da un frate!?) grafologiche che di scientifico hanno nulla e che spesso lasciano interdetti e perplessi nella loro stringatezza ed assolutezza. Insomma… come manuale grafologico è inesistente ed anche come testo “grafomantico” è veramente poca cosa.

 

KLAGES Ludwig

VALORE E LIMITI DELLA GRAFOPSICOLOGIA

Mursia, 1964

 

Traduzione di "Was die Graphologie nicht kann" del 1949 curata da Giovanni Varni. L'autore ripercorre il cammino della grafologia, citando molti personaggi e diverse tappe fondamentali della storia di questa disciplina, soffermandosi, in particolare, sulla sua crescita nella Germania post-bellica.

Da rilevare alcuni interessanti cenni sulle applicazioni pratiche della grafologia.

 

KLAGES Ludwig

LA SCRITTURA E IL CARATTERE

Mursia, 1982

 

Traduzione dell'opera fondamentale del maestro tedesco curata da Rolando Marchesan indispensabile nella biblioteca di qualsiasi grafologo.

Volendo esaminare il libro in modo critico si possono solo fare rilievi di ordine "materiale": non mi soddisfa la qualità della carta, gli esempi di scritture li avrei preferiti inseriti all'interno del testo (e non in un piccolo fascicolo a parte), la lettura non è facilitata perché le masse grafiche "respirano poco" (caratteri tipografici e spazi interlineari troppo piccoli).

 

KLAGES Ludwig

PERIZIE GRAFOLOGICHE SU CASI ILLUSTRI

Adelphi, 1994

 

Assemblaggio di traduzioni di analisi grafologiche di personaggi illustri eseguite dal Klages tra il 1904 ed il 1930.

Dotte dissertazioni del filosofo tedesco che partono dalla osservazione grafologica di alcune scritture. Testo non facile per chi non conosca le teorie grafologiche dell'autore e per chi sia a digiuno di filosofia.

 

LABARILE Emerico

LA PSICOLOGIA DELLA SCRITTURA IN PSICHIATRIA

Istituto di indagini psicologiche, 1973

 

L'autore, medico e psico-grafologo di stretta osservanza marchesaniana, propone una ricerca atta a determinare la frequenza percentuale di un certo numero di segni grafici in 101 soggetti ricoverati per distinti quadri psicopatologici: 50 soggetti affetti da sindromi depressive endogene e 51 affetti da sindromi schizofreniche. Il lavoro sembra serio e meticoloso ed i segni considerati appaiono abbastanza opportuni (anche se non mi è chiaro il grado di intensità di ciascuno); manca un dato fondamentale: il confronto con un campione di soggetti sicuramente non psicopatologici!

 

LAZZARONI REDAELLI Luigina

CORSO DI GRAFOLOGIA

De Vecchi Editore, 1985

 

Libro perfetto per il lettore con qualche problema di vista e piuttosto superficiale nell'approccio all’interpretazione psicologica della scrittura: l'autrice, fedele marchesaniana, espone (con caratteri tipografici enormi) ed in forma molto riassuntiva una parte dei 226 segni individuati da Marco Marchesan. Abbastanza interessanti alcune combinazioni di segni riferite ad aspetti della personalità. Qualche analisi grafologica completa il testo.

 

 

1. LEIBL Marianne

GRAFOLOGIA PSICOLOGICA

Ulrico Hoepli, Milano (terza edizione) 1947

 

 

                 2. LEIBL Marianna

                 GRAFOLOGIA PSICOLOGICA

                 Cisalpino – Goliardica (reprint Hoepli, IV edizione)

 

Nella copertina più vecchia appare il nome con la “e” finale: mi punge vaghezza che sia quello giusto. In Italia c’è l’abitudine (di stampo fascista?) di “italianizzare” i nomi propri. Nonostante le mie ricerche, non ho ancora la sicurezza di averci azzeccato.

Il testo si fa apprezzare per le doti umane e psicologiche dell'autrice e perché cerca (anche se non sempre ci riesce) di dare contributi scientifici soprattutto in temi delicati quali i comportamenti asociali, devianti e patologici della psiche.

Succinta ma piena di nomi la storia della grafologia.

 

LEIBL Marianna

GUIDA PRATICA ALLA GRAFOLOGIA

Fratelli Melita Editori, 1989

 

Tristemente inserito nella collana "Il potere del serpente" (raccolta di testi magici e scienze occulte), si rivela come una riedizione di un lavoro risalente ai primi anni '40; testo grafologico interessante ispirato a Klages ed a Jung.

 

LIVOLI Maura

MANUALE DI GRAFOLOGIA

Edizioni Beta, 1990

 

Libricino modesto per numero di pagine e per contenuto: consta di un condensato di segni e grafismi (deliziosi solo dal punto di vista letterale le "asoline", i "taglietti della t" e "la z romantica"). Non sono riuscito a scorgere la "rara maestria" con la quale l'editore descrive in copertina la modalità di esecuzione dell'opera, non riesco a capire la funzione della paginetta dedicata alla scrittura indiana, mi sconcerta il capitoletto sulle scritture e professioni, sono dubbioso sulla liceità di definire "perizie grafologiche" quelle riportate alla fine del libretto, sono nauseato dal rilevare (ancora una volta) la riproduzione di grafie falsificate e, addirittura, di firme parimenti false e male eseguite.

 

LONGO Maria Antonietta

MANUALE PRATICO DI GRAFOLOGIA

Hermes Edizioni

 

Sottotitolo: “Una chiave per la scoperta psicologica dell'individuo”.

Riassuntino stringato di oltre cento segni per la gran parte jaminiani. Veramente poca cosa e anche caro per il numero delle pagine e delle riproduzioni di grafie.