Segue Bibliografia commentata da Carlo Chinaglia.

 

 

BIBLIOGRAFIA M-Z

 

 

MARCHESAN Marco

DALLA GRAFOLOGIA ALLA GRAFOPSICOLOGIA

La Prora, 1947

 

La copertina di colore rosso raffigurante la nota iconografia di Perseo che fiero esibisce la testa mozza della Medusa non può non richiamare il titolo del libro; non mi pare di essere troppo avventato nell'interpretare l'intenzione dell'autore: Perseo è il laico Marchesan (paladino della novella "grafopsicologia", il quale già era uso utilizzare lo pseudonimo di Perseo Donà) e la Medusa è il religioso Moretti (che ebbe ad esclamare "io sono la grafologia"). Se di dubbio gusto appare la copertina, altrettanto dubbie appaiono diverse affermazioni contenute nel testo; una per tutte: "la grafologia, non potendo ottenere il suo naturale sviluppo, agonizza e muore. E' la crisalide da cui nasce la grafopsicologia". Dalle premesse roboanti di scientificità e di diversità dalla grafologia, il Marchesan passa ad esaminare un buon numero di segni attribuendo a ciascuno il relativo significato psicologico nella stessa maniera con la quale tanti altri semplici "grafologi" avevano fatto. Nella sostanza, dunque, di originale c'è veramente poco e se nei primi anni-duemila si continua a parlare in tutto il mondo di interpretazione psicologica della scrittura con il nome Grafologia, devo rilevare che le attese (o, meglio, le profezie) marchesaniane sono state deluse.

 

MARCHESAN Marco

FONDAMENTI E LEGGI DELLA PSICOLOGIA DELLA SCRITTURA

Istituto di indagini psicologiche, 1955

 

Testo piuttosto impegnato nel quale l'autore dimostra di avere una buona cultura sia sul fronte della pura psicologia sia su quello specifico della grafologia; è senz'altro interessante per chi disponga di una solida preparazione psicologica e, materialmente, sia in possesso di altri testi dello stesso autore (come "Introduzione alla psicologia della scrittura" e "Segni e tendenze"); da rilevare che il metodo esplicato (organizzazione grafometrica della materia) risulta, comunque, troppo elaborato e di non facile applicazione pratica.

 

MARCHESAN Marco

P. GEMELLI E LA PSICOLOGIA DELLA SCRITTURA

Istituto di indagini psicologiche, 1961

 

Libro singolare: interamente rivolto a contestare l'approccio di Padre Gemelli alla grafologia ed, in particolare, al lavoro dell'autore Marchesan. E' riportato lo scambio di corrispondenza tra il petulante psicologo della scrittura ed il più famoso religioso.

Raro esempio di cattivo gusto, testardaggine e meschineria.

 

MARCHESAN Rolando

PSICOLOGIA DELLA SCRITTURA

Xenia Edizioni, 1993

 

"Talis pater ...": lo psicologo Rolando, figlio di Marco (creatore della "psicologia della scrittura") ricalca le orme paterne sia per adesione totale ed incondizionata al "Metodo" sia per l'approccio presuntuoso al lettore. Il testo riporta la sequenza classica adottata dagli "psicologi della scrittura" nei loro libri: la differenza tra psicologia della scrittura e grafologia, le leggi della scrittura, il sistema grafico e psichico. Procede poi ad una trattazione prettamente psicologica della materia, all'esame di alcune scritture di personaggi famosi, ad alcuni cenni sull'orientamento didattico ed altri argomenti grafologici (pardon… "psicologici della scrittura").

 

MARIOTTI Barbara

GRAFOLOGIA. Come scoprire il carattere e la personalità attraverso la scrittura

Edizioni Mariotti, Milano 1994

 

Al momento in cui scrivo questo commento non ho ancora avuto occasione di visionare il testo del francese Paul Joire Traité de Graphologie scientifique" VIGOT - Paris, pubblicato in Italia nel 1932 nella seconda edizione come "Trattato di grafologia scientifica" MERCURIO - Milano; nonostante ciò ho una sgradevole sensazione: che l’autrice abbia sostanzialmente e tacitamente copiato tale opera poco conosciuta oggi in Italia. L’affermazione è piuttosto grave ma supportata dall’osservazione delle scritture (peraltro malamente riprodotte in forma ridotta) presenti nel testo: tutte in lingua francese, con tipologia tipo prima metà del secolo e, molte, con la dicitura “Docteur Paul Joire”. Lo stesso stile letterario usato e le considerazioni grafologiche espresse sanno di vecchio e di riciclato. Se fosse proprio così, che tristezza!

 

MICHON Jean-Hippolyte

MEMORIA DA CONSULTARE

Giordano, 2003

 

Completa il titolo: “Ai magistrati, agli avvocati, ai procuratori, agli uomini d’affari”.Curatore dell’edizione italiana è Nicole Boille Calendreau: una garanzia. Traduzione dal francese di “Memoire a counselter. Aux magistrats, aux avocats, aux avoues, aux hommes d’affaires”, Au bureau de la graphologie, Paris, 1880.

La lettura di cose non artistiche scritte da oltre 120 anni difficilmente può risultare stimolante. E questo libretto mi pare non faccia eccezione. Nonostante la mia personale grande considerazione sia del Padre della grafologia sia della collega Boille Calendreau non sono riuscito ad entusiasmarmi nel leggere un testo di cui per molti anni avevo solo sentito nominare. Altri due libri del Maestro, certamente più famosi ed importanti, riuscii a leggere nella Biblioteca nazionale parigina e, nell’occasione, potei rendermi conto di quanto buon lavoro fu fatto dal Michon (e, di conseguenza, quanti pochi passi avanti la Grafologia avesse fatto nel secolo successivo). In questo caso, invece, devo dire di non avere capito molto né dell’astio dimostrato nei confronti di molti periti dell’epoca, né dei riferimenti peritali illustrati. Mi sembra che al lettore odierno anche molto interessato alla materia questo testo non dia nulla. In realtà neppure toglie nulla: ecco perché la faccina esprime neutralità.

 

MILLEVOLTE Alessandra

LA SCRITTURA. L'analisi grafologica per la valutazione delle attitudini professionali

EBC, 1991

 

La seguace del Moretti propone un testo piuttosto chiaro sull'interazione tra grafologia e gestione del personale nell'ambito aziendale. Ha il pregio di trattare in modo serio un argomento spesso solo accennato nei libri di grafologia che riveste per il grafologo una applicazione professionale tra le più riconosciute e sostanziali.

 

MORETTI Girolamo

GRAFOLOGIA DELLE ATTITUDINI UMANE

Edizioni Messaggero Padova, II edizione, 1947

 

Nella prima parte (grafologia generale sulle attitudini umane) l’interpretazione psicologica dei vari segni focalizzata sulle capacità e predisposizioni individuali. Nella seconda (grafologia concretizzata sulle attitudini umane) un nutrito elenco di professioni con relative combinazioni di segni.

Frate Girolamo dà prova ancora una volta di avere grandi doti di pazienza, attenzione, critica ed analisi. Le cose che dice qualche volta lasciano perplessi ma, in generale, sono condivisibili ed a volte anche acute. Tutto sommato il tema trattato (a differenza di altri cari al religioso) si presta bene ad essere analizzato sotto il profilo grafologico.

Ma a metà del secolo scorso si diceva “il psicologo”? [vedi pag.275]

 

MORETTI Girolamo

GRAFOLOGIA DELLA MENZOGNA

Edizioni Messaggero Padova, II edizione, 1948

 

Contenuto: dissertazioni sulla attitudine alla menzogna e disamina dei segni che ne indicano la presenza.

Apprestandomi a leggere questo libro la mia domanda era: come è possibile trattare un tema così circoscritto per circa 230 pagine? La risposta, come spesso succede, era già contenuta nella domanda: basta fare una introduzione su ciò che si intende per menzogna di 140 pagine ed utilizzarne un’altra sessantina per gli esempi grafici! Il resto, il succo, è piuttosto condivisibile e apprezzabile.

 

MORETTI Girolamo

IL CORPO UMANO DALLA SCRITTURA

Studio grafologico "Fra Girolamo", 1961

 

Terza edizione "full optional" (provvista di nulla osta, visto ed imprimatur) di uno dei testi più incredibili della grafologia di tutti i tempi e di tutti i paesi: come si evince dal titolo, l'autore passa in rassegna (con straordinaria dovizia di particolari) molti aspetti dell'anatomia umana comparandoli a segni grafologici. Se alcune affermazioni appaiono, almeno in quanto a probabilità, condivisibili (ad esempio in tema di "incesso", di "portamento" e di "voce") altre possono solamente suscitare sdegno o ilarità ("Pelo sulla glabella che congiunge le due sopracciglia ... ha per indice i segni piuttosto curva, diritta, intozzata primo modo circa 6/10, intozzata secondo modo circa 4, 5/10." od ancora "La lingua grossa ha per indice i segni grossolana e dilatata, tanto più se anche lenta" ed ancora, prosaicamente, "Natiche lontane, ben distinte. Ne è indice la grafia larga tra lettere e tra parole, e staccata. Di natiche vicine è indice scrittura accurata e piuttosto stretta tra lettere"). Dalla lettura di questa opera, tra l'altro, si capisce perché la grafologia morettiana abbia avuto così poca considerazione fuori dai formalmente cattolicissimi confini italiani.

 

MORETTI Girolamo

GRAFOLOGIA PEDAGOGICA

Istituto grafologico P. Moretti, 1974

 

Terza edizione dell'opera concepita nel 1947. Le prime duecento pagine consistono nella trattazione dei 4 temperamenti individuati dall'autore (assalto, cessione, resistenza, attesa); trattazione quanto mai pesante: centinaia di combinazioni di segni che definiscono con puntiglio connotazioni psicologiche ("generosità egoistica", "permalosità ruminante", "debolezza bene appuntellata", ecc.). Nella terza parte ecco fare capolino, finalmente, qualche notazione di carattere pedagogico: "la religione cattolica, considerata anche sotto l'aspetto dell'educazione, è quella che risponde appieno ai bisogni dell'uomo". L'autore prende in considerazione alcune tipologie sociologiche: religioso, antireligioso, areligioso; ricco, agiato, povero, misero; morale, antimorale, amorale; di attività intellettiva, di attività manuale, di ozio; di pace familiare, di discordia familiare, di lotta sociale, di pace sociale. Segue un'altra sequenza di combinazioni che spesso nulla hanno a che fare con la pedagogia. A pagina 232 mi tocca leggere (a proposito di un soggetto che presenta "l'apertura a capo delle 'a' e delle 'o' inserito in un ambiente povero"): "la tentazione di atti contro natura perseguiterà senza posa tal uomo o tal donna [...] e finirà con l'estrinsecazione dell'appetito morboso che si spingerà ad atti contro natura con l'uccisione morale del malcapitato o della malcapitata". Sono dispensati consigli agli educatori; tra questi riporto da pag. 295: "I genitori non permettano che dormino i figliuoli di diverso sesso nella medesima camera, anche perché l'odore che emana dai due sessi è molto diverso e di diversa natura e di eccitabilità che nella tenera età si intana nel subcosciente e poi a suo tempo produrrà effetti morbosi".

Insomma: dal punto di vista pedagogico è un lavoro poco interessante (e molto discutibile), da quello grafologico è pedante e poco costruttivo.

 

MORETTI Girolamo

I SANTI DALLA LORO SCRITTURA

Edizioni Paoline, 1975

 

Seconda edizione completamente "rifusa" dell'omonima opera del 1952. L'autore prende in considerazione le scritture di 63 personaggi di grande fede cattolica (uomini e donne, santi o beati) proponendo, di ciascuno, un breve profilo biografico, la riproduzione della grafia e l’analisi grafologica. Come suo costume, l'autore propone il valore dei segni riscontrati relativi alla "intelligenza" e al "sentimento"; passa poi all'interpretazione dividendo la parte attinente alla "intelligenza" da quella attinente al "carattere".

A differenza di quello che mi aspettavo, l'autore non si preoccupa di rintracciare specificamente i segni propri di un santo (bontà, altruismo, amore, sacrificio, moralità, spiritualità, ecc.) bensì passa in carrellata tutti gli aspetti salienti della personalità: sintomatico (ma secondo me grafologicamente errato) il frequente riproporsi dell'"intenerimento erotico" quale significato della "apertura a capo o-a". Mi lasciano interdetto le interpretazioni psicologiche completamente diverse di stessi segni di ugual valore da caso a caso ed alcuni cenni sulla vita del santo analizzando (che, dalla prefazione di Giovanni Luisetto, doveva essere anonimo): ad esempio, a proposito di S. Francesco d'Assisi dice: "Egli ha dato soluzioni meravigliose ... col Cantico delle creature ..." (ancora una volta ecco analisi di soggetti conosciuti, con inevitabile preconcetto dell'esaminatore).

 

MORETTI Girolamo

TRATTATO DI GRAFOLOGIA

Edizioni Messaggero, 1980

 

Opera fondamentale della scuola italiana nella quale l'autore, sicuramente dotato di grande acume e sensibilità nel cogliere l'animo umano, prevede una serie di "segni" che interpreta secondo un linguaggio particolare, colorito ed efficace.

Quasi mai mi convincono le "ragioni scientifiche" che dovrebbero giustificare le correlazioni tra segno e caratteristiche fisio-psichiche: sembra che il religioso abbia avuto ansia di conquistare credibilità presso gli scettici spiegando in termini pseudo-scientifici ciò che gli proveniva dal (peraltro attento) studio della personalità fatto in modo molto umanistico e ben poco matematico. Comunque serio e meritevole di considerazione (seppur piuttosto debole sul piano della matematica ed, a volte, su quello della chiarezza) è il tentativo grafometrico della misurazione dell'intensità dei segni.

 

MORETTI Girolamo

SCOMPENSI ANOMALIE DELLA PSICHE E GRAFOLOGIA

Edizioni Messaggero Padova, 2000

 

Come spiegato nella prefazione, questa del 2000 è la ristampa dell'ultima edizione del testo di riferimento.

L’autore afferma che gli umani si dividono in integrati ideali (Gesù e Maria), integrati mediocri, disintegrati (disposti remotamente alla neurosi). Parte dunque una delle classiche carrellate puntigliose di correlazioni tra gruppi di segni e particolari disintegrazioni (squilibri psichici). In sostanza moltissimi segni si rivelano segnali patologici: sembra quasi che non si possa salvare (a parte il Salvatore e la sua Mamma) nessuno! E Giuseppe, povero cristo?

 

MORETTI Girolamo

FACOLTA’ INTELLETTIVE ATTITUDINI PROFESSIONALI DALLA GRAFOLOGIA

Edizioni Messaggero Padova, 2000

 

Nella prima parte sono passati in esame i singoli segni a seconda della loro appartenenza a ciascun tipo di intelligenza: intuitiva, assimilatrice, di contraddizione e influenzabile; poi una carrellata di molte combinazioni di coppie di segni. Nella seconda parte si esaminano le caratteristiche ottimali di personalità proprie di molte varietà di studenti e professionisti.

Fra tante professioni e tendenze, pensavo di trovare le caratteristiche grafologiche proprie del... bel grafologo: pazienza!. Per il resto, l’opera (fatte salve le premesse di carattere generale per tutte le opere morettiane) è abbastanza interessante soprattutto per approfondire la conoscenza dei segni e le loro possibili combinazioni.

 

NAZZARO Angelo

GRAFOLOGIA E IPNOSI. La diagnosi grafologica utilizzata dall'ipnosi

Bastogi, 1990

 

Agile libretto assai poco "grafologico": non chiarisce sufficientemente i rapporti (peraltro estremamente interessanti) che possono esserci tra le due discipline psicologiche (grafologia e ipnosi, appunto).

 

NEZOS Renna

INTERPRETARE LA SCRITTURA

Armenia Editore, 1988

 

Interessante carrellata di molti segni grafologici con relativa descrizione ed interpretazione differenziata a seconda dei differenti contesti grafici.

Seppure carente per quanto riguarda la spiegazione scientifica dei diversi significati attribuiti ai segni, dimostra buona preparazione grafologica ed impegno.

 

NOCENTINI Carlo

IL PROBLEMA GRAFOLOGICO

Giordano Editore

 

L’autore, psicologo plurispecializzato e “masterizzato” in grafologia ad Urbino scrive un centinaio di pagine per smontare, “pezzo per pezzo”, l’intero edificio grafologico. Molte cose che afferma sono condivisibili ma sembra che quella che conosce sia solo la grafologia morettiana (certamente una delle più attaccabili sotto il profilo scientifico). Auspica precisioni che non dimostra nel testo: togliere da un numero due cifre (non zeri decimali finali) è cosa poco rilevante? A pag. 26 riporta in termini perentori un certo numero attinente alla fisica; a pag. 51 lo stesso numero perde improvvisamente due cifre! Tira in ballo frequentemente una ricerca condotta (?) da C. Dazzi e L. Pedrabissi affermando (pag. 94) “analisi da parte di 2 grafologi e due non grafologi… Non vi sono significative differenze tra i dati dei grafologi e quelli dei non grafologi” ebbene: alla ricerca non hanno partecipato (nel senso dato dal contesto) due non-grafologi! Basterebbe questo per non prendere in considerazione il libretto, ma si sbaglierebbe: al di là del tono saccente e delle “imprecisioni”, le critiche fondamentali sono da tener ben presenti!

 

PAGANI Graziella

PICASSO MIRO’ KANDINSKIJ. Dall’Arte alla Grafologia

Hermatena edizioni, 2004

 

In un centinaio di pagine l’autrice ci parla dei tre artisti (e delle loro produzioni grafiche) sotto tre profili: biografico, psicoanalitico e grafologico. Le notizie sono interessanti ma i confini di tali punti di vista (nonostante la suddivisione in capitoli e paragrafi) di fatto inesistenti. Soprattutto quando è il momento (atteso dal lettore-grafologo) dell’analisi grafologica sembra che la Pagani “si perda” e “prenda tempo”! Timore di scrivere inesattezze o di lasciarsi andare a giudizi non condivisi? O qualcos’altro mi sfugge? Anche le riproduzioni non mi soddisfano: come rinunciare al colore, riproducendo “opere d’arte”? E perché le scritture sono così spesso rimpicciolite anche quando c’è spazio nella pagina?

 

PALAFERRI Nazzareno

DIZIONARIO GRAFOLOGICO

Istituto Grafologico "G. Moretti", 1983

 

Terza edizione (dopo quelle del 1976 e del 1980) del fedele seguace del Moretti. Mi sarei aspettato una carrellata alfabetica di segni espressi da autori diversi; mi sono trovato tra le mani, invece, una ennesima rielaborazione formale del trattato grafologico di padre Moretti. La sistemazione in ordine alfabetico dei segni morettiani è molto analitica e precisa soprattutto per quanto riguarda l'aspetto metrico e valutativo; ciascun segno è radiografato ed esplicitato secondo i suoi "elementi costitutivi" e secondo le sue "indicazioni".

 

PETERS Cash

LA SCRITTURA CHIAVE DELLA PERSONALITA’. Tutto ciò che possiamo scoprire attraverso l’analisi della grafia: l’amore, il destini, il futuro...

Gruppo Editoriale Armenia – Milano, 1999

 

Traduzione di Daniela Ferrari di “Instant insight”. Carrellata di centinaia di modi diversi di realizzare le lettere dell’alfabeto (minuscole e maiuscole) con i relativi significati psicologici particolari correlati.

Mi sono sforzato di non dare retta al primo impulso di un giudizio negativo, data l’impostazione generale (significati attribuiti, senza alcuna spiegazione, a molte forme letterali). Ho cercato di non vedere che la firma esibita di Walt Disney a pag. 11 è, probabilmente, contraffatta. Mi sono impegnato a trovare cose positive senza riuscirci: la mia opinione è che l’opera sia, a livello scientifico, una vera schifezza. Un particolare: nella carrellata dei 10 (!) modi di tracciare una “m” minuscola non ce n’è uno che preveda il senso antiorario! Potrebbe soddisfare forse solo un grafomante di basso profilo e a corto di idee.

 

PEUGEOT J., LOMBARD A., DE NOBLENS M.

MANUALE DI GRAFOLOGIA

Edizioni Masson, 1992

 

Traduzione di Emanuela Boille dell'opera del 1986 delle tre vestali della grafologia francese. Di chiara ispirazione jaminiana ed integrato da contributi presi da Hegar, Gobineau e Klages, le autrici propongono una carrellata di molti segni grafologici "storici" corredati da un buon numero di esemplificazioni. Completano il libro alcune riflessioni su scarabocchio, firma e scrittura dei mancini. Il limite del testo è lo stesso limite della intera "grafologia francese": ad una buona conoscenza della materia derivante dalla lunga esperienza storica si accompagna la assoluta mancanza della parte grafometrica che rende sempre piuttosto soggettivo l'esame della scrittura.

 

POPHAL Rudolf

SCRITTURA E CERVELLO

Edizioni Messaggero, 1990

 

Traduzione di Norma Andreis dell'opera del 1949 del medico tedesco. Presuppone, nel lettore che non solo vuole capire ma anche criticamente giudicare, una buona conoscenza della fisiologia, anatomia patologica e neurologia (oltre ad una certa conoscenza propriamente grafologica).

 

PULVER Max

LA SIMBOLOGIA DELLA SCRITTURA

Boringhieri, 1983

 

Traduzione di Bianca Sagittario dell'originale lavoro in tedesco del 1931; testo fondamentale per qualunque grafologo; l'autore prende in esame diversi aspetti (non tutti) della scrittura; in un contesto grafologicamente appagante, mi lasciano insoddisfatto la trattazione della velocità e quella dei margini.

 

RODGERS Vimala

CAMBIA LA TUA SCRITTURA CAMBIA LA TUA VITA

XENIA Edizioni – Milano, 2002

 

Traduzione di Change Your Handwriting, Change Your Life. L’assunto fondamentale è che nel giro di tre settimane, facendo esercizi giornalieri di “scrittura modificata” qualunque adulto di buona volontà riesce a modificare in meglio un aspetto del carattere.

L’autrice si presenta come una mamma di 8 figli che ha trovato il modo (e il tempo!) di scrivere un libro di grafo-terapia. Dice che lei, a due anni, sentiva forte il desiderio di ”poter disporre di un pezzetto di carta su cui si stagliava la grafia di qualcuno”, perché questo “equivaleva ad avere un’ambita fotografia”. Se la traduzione è fedele all’originale e non si tratta di una burla, credo che siamo di fronte ad una personalità disturbata (turbe deliranti mistiche?) accompagnata da un livello intellettivo molto basso. Oppure la signora Rodgers è un genio che era molto meglio se dedicava le sue capacità straordinarie ad altre attività di ricerca, tipo quella sul cancro. Prodiga di consigli, a pag. 115, a proposito di come tracciare le “f” ad arco dice: “Immaginate che l’arco sia la Vita, che voi siate la freccia nell’arco e che Dio sia l’arciere... io sono una freccia nel tuo arco, Signore. Usami!”. Sarebbe bene sulla copertina del libro specificare “Sconsigliato agli atei ed agli agnostici (e… ai grafologi!)”.

 

ROMAGNOLI BIANCHI Rosanna

GRAFOLOGIA. Come imparare a conoscere sé stessi e gli altri

Edizioni SEDA Milano, 1979

 

Ennesimo esempio di ortodossia morettiana. Un certo schematismo che nulla aggiunge all'insegnamento del Maestro rende il libro scarno e poco invitante. Le brevi analisi sono organizzate in quattro parti: intelligenza, temperamento, comportamento, conclusione.

 

ROMAGNOLI BIANCHI Rosanna

GRAFIA E SESSUALITA'

Oscar Mondadori, 1995

 

L'autrice (grafologa, sessuologa nonché consulente del pluritelevisto Willy Pasini) non perde l'occasione di scrivere un testo sugli argomenti da lei prediletti potendo contare su una grande collana editoriale e su una prefazione del noto professionista della psicologia sessuale. Il testo è apprezzabile per chiarezza e comprensibilità (come la stessa autrice auto-critica) e conferma senz'altro la passione e la competenza della Romagnoli Bianchi.

Al momento in cui scrivo queste righe, mi piacerebbe leggere in futuro un secondo libro dello stesso argomento dove la materia fosse maggiormente studiata, classificata, catalogata e verificata in modo tale da costituire un vero e proprio trattato scientifico di grafologia applicata ai disturbi della sessualità.

 

ROMAGNOLI BIANCHI Rosanna

L’ABC DELLA GRAFOLOGIA. La scrittura come specchio della vita

Guide Pratiche Mondadori, 1999

 

Il libro di grafologia più colorato e ricco di immagini che, al momento, abbia mai visto. Non a caso sono in evidenza i nomi di collaboratori diversi che si sono occupati di foto, art director (due!), progetto grafico, impaginazione, redazione e coordinamento editoriale. Stampato in Spagna presso le Artes Graficas di Toledo. Perché riporto tutte queste notizie sulla forma e non mi dedico solo alla sostanza? Perché non c’è niente di nuovo sotto questo sole multicolore.

 

RONCHI Germana

GRAFOLOGIA

Istituto editoriale moderno, Milano 1936

 

Considerando il tempo in cui il libricino fu edito ed i suoi fini (divulgativi, erga omnes), trovo il lavoro ben fatto, scritto in giusto modo, pieno di notizie ancor oggi assolutamente condivisibili e con grafie esemplificative corrette (anche se spesso, per ragioni di dimensione delle pagine, molto rimpicciolite). Non so giudicare il prezzo di copertina: 8 lire.

 

ROSSI LECERF Jeanne

GRAFOLOGIA. Scrittura e personalità

Edizioni SEDA Milano, 1979

 

Interessante la parte iniziale che evidenzia le tappe storiche della scienza grafologica avendo cura di evidenziare i collegamenti avvenuti tra i diversi studiosi. Sintetica ed efficace appare la successiva carrellata dei diversi "metodi" che hanno originato le principali scuole grafologiche europee. Segue la trattazione classica della grafologia francese spiegata in modo semplice ed accattivante anche per le numerose riproduzioni grafiche. Meno entusiasmante il "piano di lavoro per l'analisi della grafologia" (?!) che presuppone conoscenze più vaste di quelle esplicitate dal testo: in questo ambito l'autrice "commenta" alcune scritture di artisti evitando di non alienarsi le loro simpatie. Ulteriore buona capacità di sintesi riconosco all'autrice per la parte riguardante le tipologie. Brevi trattazioni su argomenti para-grafologici completano il testo.

Consigliabile a chi cerchi tante cose grafologiche in un solo libro.

 

SABATTINI Gino

QUELLO CHE DICE LA SCRITTURA

Giuseppe Obersoler, II edizione (1920?)

 

L'autore, appassionato di chiromanzia, scopre l'efficacia della grafologia e dopo la lettura di tre libri sull'argomento (sic!) pubblica per la "Biblioteca di Scienze Occulte" un manualetto di modestissime pretese: una specie di "Bignami" della grafologia dei piccoli segni. Di nessun interesse.

 

SAUDEK Robert

PSICOLOGIA DELLA SCRITTURA

Edizioni Messaggero Padova, 1982

 

Traduzione di Settembrini e Chiari, curatore il morettiano Ruzza, del testo inglese del 1925; buon testo grafologico soprattutto per lo sforzo di comparazione delle scritture rispetto ai modelli scolastici proposti in diverse nazioni e per l'applicazione di un proprio metodo di analisi della scrittura. Simpatici ed a tratti molto condivisibili alcuni spunti critici dell'autore nei confronti di maestri riconosciuti quali il Crepieux ed il Klages.

 

SEMENTOVSKY-KURILO Nicola

I SEGRETI DELLA SCRITTURA

Libri del Graal, 1990

 

"Sin dalla prima giovinezza mi ero sentito ...": così esordisce l'autore parlando del suo empatico approccio alla grafologia e già da queste poche parole è facile accusare il Nostro di grafomanzia.

Non ha la pretesa di proporre un manuale vero e proprio e si legge quasi come un racconto; ha però il merito di dichiarare apertamente (al contrario di altri) la limitatezza della sua opera.

 

SETTEMBRINI Elisabetta

GRAFOLOGIA E PSICOLOGIA

Edizioni Mediterranee, 1988

 

Libro interessante e grafologicamente atipico: ha un occhio di riguardo per le donne (prese molto in considerazione insieme ai bambini, loro complemento naturale); pieno di esempi concernenti scarabocchi, disegni, firme, evoluzioni delle scritture in alcuni soggetti esaminati: tutto ciò avendo come minimo comune denominatore le indicazioni della grafologia. Testo consigliabile come complemento a quelli più tradizionalmente di tipo manualistico.

 

SOLANGE PELLAT Edmond

LE LEGGI DELLA SCRITTURA

Copia anastatica delle edizioni Giordano del 2004

 

Traduzione di “Les lois de l’écriture”, Librairie Vuibert, Paris, 1927.

Un testo di questo tipo o piace o non piace:la faccina neutra non è prevista. Nel dubbio tra quella arrabiata e quella ridente ho preferito quest’ultima, tenendo presente la vetustà dell’opera. Il libro si fa apprezzare per una certa serietà generale (linguaggio forbito e preciso, riferimenti, esempi grafici commentati, richiami a testi e a studiosi, mancanza di orpelli inutili). Le “leggi” elencate non sempre mi trovano d’accordo e forti dubbi mi vengono quando si fanno richiami decisi a patologie fisiche e psichiche. Anche l’affermazione che la scrittura dei mancini non si differenzia da quella dei destrimani non mi trova affatto d’accordo. Mi piace invece lo sforzo di dare (spesso, non sempre) spiegazioni e giustificazioni sull’interpretazione dei fenomeni grafici

 

TEILLARD Ania

L'ANIMA E LA SCRITTURA

Boringhieri, 1985

 

Traduzione del testo in francese del 1949; molto buona dovrebbe essere stata la preparazione dell'autrice date le sue varie ed importanti frequentazioni di veri maestri della psicologia e della grafologia; posso senz'altro classificare il testo come indispensabile per una buona cultura grafologica soprattutto per gli stretti richiami di ordine psicologico; peccato che siano sviluppati solo alcuni aspetti (se pur importanti) della personalità: mi viene da pensare che tanta competenza avrebbe potuto ampliare di più l'orizzonte grafologico espresso dal libro.

 

TERO (Valter Rosa)

LA GRAFOLOGIA

Simple, 2008

 

Troppe pagine prive di senso, schemi non spiegati e non utilizzati, probabili scopiazzature da altri testi, riproduzioni grafiche piccolissime. Sembrano gli appunti sintetici di uno studente acritico del sistema morettiano.

In sintesi: il contenuto (di Valter Rosa) è pari alla copertina (di Francesco Rosa).

 

TORBIDONI Lamberto, ZANIN Livio

GRAFOLOGIA

Editrice La Scuola, 1986

 

Manuale scolastico finalizzato all'apprendimento del sistema morettiano; gli autori compiono un buon lavoro di restyling del "Trattato" del Moretti organizzando i vari segni, proponendo diversi esempi di scritture moderne e cercando di svecchiare la terminologia. Interessanti le "combinazioni semplici".

 

TRAVAGLINI Roberto (curatore)

I SEGNI DELL’ADOLESCENZA. Psiche, arte, movimento, gesto grafico, terapia

AGAS Editrice, Bologna, 1996

 

Il curatore, sensibile e attento giardiniere dei giovani terreni della psiche, presenta un libro pieno di stimoli ed attenzioni verso i più deboli (adolescenti, disabili, ecc.). Interazioni grafologiche e non solo: è farcito di numerosi esempi. Dimostra passione e ricerca e si avvale probabilmente della collaborazione di persone capaci e competenti. Gli stimoli sono tanti, tanti sono gli interrogativi che pone (indirettamente) al lettore, minore è il numero di risposte presentate.

 

URBANI Paola

MANUALE DI GRAFOLOGIA

Tascabili economici Newton, 1997

 

Il rapporto qualità/prezzo (molto discutibile, in realtà, parlando di libri) è straordinario: in 1.500 lire (prezzo di copertina) sono raccolte 100 pagine di "liofilizzato grafologico" della migliore qualità. Addirittura trovo più notizie in questo minuscolo libretto che in tanti altri libri ben più corpulenti, vanitosi e costosi. In un contesto così positivo mi tocca rilevare anche qualche aspetto meno entusiasmante: la mancanza di riferimenti al mio metodo e una ripetitiva, indistinta e acritica adesione a tutti gli autori e metodi citati. Per la diffusione della grafologia scientifica in Italia, una tappa importante.

 

VANINI Carla

MANUALE PRATICO DI GRAFOLOGIA

De Vecchi Editore, 1973

 

Testo senza infamia e senza lode: si rifà alla scuola francese senza aggiungere nuove elaborazioni.

Abbastanza interessante l'esame "al microscopio" con l'interpretazione psicologica delle componenti di ciascun segno.

 

VETTORAZZO Bruno

GRAFOLOGIA GIUDIZIARIA

Giuffrè Editore, 1987

 

A differenza di ciò che il titolo farebbe supporre, si tratta di un libro assai interessante soprattutto per chi si avvicina per la prima volta allo studio della materia riassumendo con efficace carrellata il pensiero di alcuni tra i più interessanti ed originali grafologi.

 

ZEMO Maria Elena

GRAFOLOGIA E QUATTRO ELEMENTI. L’analisi della scrittura alla luce dei quattro elementi vitali: Fuoco, Terra, Aria, Acqua

RED

 

Dice che tappa basilare nell’analisi della scrittura è stabilire il “form niveau”: se è superiore le interpretazioni dei segni saranno positive, se inferiore saranno negative. Afferma che i segni sono riconducibili ai Quattro Elementi: Fuoco, Acqua, Terra e Aria; vi è poi da considerare l’Amicizia che li tiene uniti e la Contesa che tende a separarli. Le spiegazioni, nonostante le molte suddivisioni in capitoli e paragrafi e le chiose riassuntive a margine, sono carenti e vaghe. Troppe intersezioni non-contestuali (o, perlomeno, di mia assai difficile contestualizzazione).

Insomma: un minestrone di dati e citazioni e intuizioni ecc. ecc. tale da pormi il dubbio: l’allieva ha sbagliato il compito (ma è preparata) oppure ineluttabilmente proietta nella sua opera la sua disorganizzazione mentale?

 

ZERBI Margherita

MANUALE DI GRAFOLOGIA. Scoprite il carattere e i segreti della personalità con l'analisi della scrittura

Piemme, 1992

 

Ennesima rifrittura del pensiero morettiano; riesumazione di concetti grafo-somatici non costituenti le cose migliori dette dal Maestro.

Corredato da un grafogoniometro di dubbia efficacia e, ahimè, usato a mio parere scorrettamente in alcuni esempi pratici (riportati, secondo l'autrice, "per maggior chiarezza"!).

 

ZUCCHI Isabella

GRAFOLOGIA DELLA CONSULENZA FAMILIARE: 1 - LA COPPIA

Istituto Grafologico Moretti, 1984

 

Buon lavoro di carattere eminentemente psicologico in cui l'autrice dimostra di avere fatto un grande lavoro di raccolta del pensiero di molti psicologi e grafologi. Dopo una attenta lettura del voluminoso “pro manuscripto” si ha la sensazione che spesso lascia una puntata televisiva di "Tribuna politica": ... e allora?

Tanto lavoro appassionato sulla compatibilità di coppia avrebbe meritato delle considerazioni finali che potessero essere di qualche utilità pratica: sembra che l'autrice abbia accuratamente evitato di schierarsi, cercando di non fare affermazioni personali ma preoccupandosi solo di fotografare il pensiero degli altri. Interessante la parte relativa ai "segni grafologici e istinti": disamina dei segni morettiani con indicazione, per ciascuno, dei relativi istinti interessati (sessuale, vitale, psichico).