FAQ: risposte a domande frequenti

Sulla Grafologia in generale

 

D. 01 - Cos'è la grafologia?

 

E' la disciplina che intende correlare il modo di scrivere manuale e spontaneo con la personalità dello scrivente. Può essere considerato un test proiettivo della personalità.

 

 

D. 02 - A cosa serve?

 

In generale serve a capire chi siamo effettivamente noi e chi sono (al di là delle apparenze) quelli che ci circondano; non solo: è possibile analizzare le personalità di soggetti lontani nel tempo e nello spazio.

Si può utilizzare la grafologia come stimolante intrattenimento salottiero ma può anche diventare una vera e propria professione. Molte sono le applicazioni specifiche, come ad esempio:

  • perizie in ambito giudiziario ed extra-giudiziario (firme contestate, anonimografie, ecc.)
  • consulenze di coppia
  • selezione del personale

 

D. 03 - Come si diventa grafologi?

 

Non esiste in Italia (anno 2017) l'albo dei grafologi. Esistono elenchi di periti ed esperti presso le Camere di Commercio ed i Tribunali: bisogna fare domanda corredata dai titoli e spesso bisogna superare un esame. In teoria chiunque può esercitare questa professione.

In Italia esistono diverse associazioni che tengono corsi di grafologia: più o meno serie, più o meno "libere", più o meno costose. Il titolo che rilasciano non è un diploma di laurea.

 

 

D. 04 - La grafologia è una scienza?

 

Se per "scienza" si intende solo quella "esatta" (tipo matematica pura), la risposta è negativa. Se si intende una disciplina che risponda ai canoni moderni del "metodo scientifico", la nostra risposta è affermativa. Non tutti sono d'accordo; le prove di validazione della grafologia non hanno finora prodotto risultati positivi "ufficiali". Secondo la maggioranza di noi, il motivo è perchè non si conosce ancora un test di confronto "certo" (o, almeno, senz'altro affidabile) che possa fare da metro di paragone.

 

 

D. 05 - La grafologia è qualcosa di simile all'astrologia?

 

Pensiamo proprio di no: le basi della grafologia ci sembrano molto concrete ed inoppugnabili, mentre quelle dell'astrologia si basano su correlazioni aprioristiche decisamente non scientifiche.

E' da sottolineare che noi parliamo di grafologia "seria", non di "grafomanzia" (sorta di divinazione che si basa su interpretazioni personali e soggettive del grafomante).

 

 

D. 06 - Quanto tempo occorre per diventare grafologi?

 

Come per tutte le discipline, poco o molto: dipende dagli obiettivi che si vogliono raggiungere. Per poter "vedere" le scritture con l'occhio da investigatore della psiche può bastare anche un solo corso di primo livello; per conoscere un insieme di "segnali grafici" strutturati in un metodo grafologico, basta un corso di secondo livello; più si vuole approfondire, più c'è la possibilità di farlo.

 

 

D. 07 - Per affrontare gli studi grafologici occorrono requisiti particolari?

 

L'esperienza ci dice che possedere una cultura media, curiosità ed interesse per l'animo umano sono tre requisiti sufficienti per intraprendere proficuamente il percorso grafologico.

Non è necessario avere una base di psicologia: la si impara nel corso delle lezioni.

I nostri corsi, al momento, sono solo in lingua italiana: è indispensabile averne buona conoscenza.

 

 

D. 08 - E' uniforme l'interpretazione fra le scuole?

 

Tutti quelli che si sono avvicinati alla grafologia sanno (o dovrebbero sapere) che esistono più scuole di pensiero che, di norma, si rifanno al pensiero di un certo Maestro. In Italia abbiamo quelle morettiane, quelle marchesaniane, quelle francesi, quella che si ispira ai tedeschi, quella "chinagliana".

Il mio parere è che, alla fin fine, si arrivi tutti a dire pressoché le stesse cose; magari con parole diverse, magari con percorsi diversi, ma alla fin fine il quadro della personalità dovrebbe essere molto simile.

Ho scritto dovrebbe: anni fa fui correlatore esterno di una tesi di laurea in Psicologia in cui il laureando doveva confrontare il Big Five Questionnaire con le determinazioni grafologiche espresse da due esperti di scuole diverse. Purtroppo, quell'occasione d'oro per sottolineare l'attendibilità della G. fu persa: non tanto, a mio parere, perché le conclusioni dei due grafologi risultarono diverse da quelle del test BFQ (l'avevo messo in conto, considerando quel test poco attendibile), ma perché le risultanze dei due grafologi risultarono molto lontane!

Ebbene: nonostante quell'episodio certamente negativo, penso ancora che due grafologi preparati e ben disposti arrivino a conclusioni assai vicine. E il mio convincimento si basa sulla conoscenza di più metodi (che mi ha permesso di creare la sintesi del metodo che porta il mio nome).

 

 

D. 09 - Quante righe bisogna scrivere per avere una analisi grafologica?

 

Non c'è un numero di righe o di parole minimo, al di sotto del quale non sia possibile effettuare una analisi. Più materiale si ha a disposizione, meglio è. L'amico Triscoli, per anni diceva: scrivi dieci righe e metti la firma.

In teoria se si volesse fare un buon lavoro, si potrebbe utilmente disporre di più scritture fatte in momenti diversi, nell'arco di qualche anno o di decenni.

Io penso che un solo foglio UNI A4 senza righe e riempito almeno per i due terzi possa già essere sufficiente per capire le caratteristiche psicologiche dello scrivente in quel momento.

 

 

D. 10 - E' possibile far analizzare la scrittura di qualcuno a sua insaputa?

 

Il principio generale dice che possiamo disporre delle cose se la finalità non è quella di causare danno bensì lecita. Faccio un esempio: se posseggo la foto di mia sorella e chiedo una consulenza ad una parrucchiera sulla sua acconciatura non commetto alcun reato sotto il profilo della legge né, mi sembra, un atto contrario al buon gusto, alle regole, agli "usi in piazza", ecc.

Allo stesso modo, se posseggo una lettera (di parente o meno, di maggiorenne o no) posso chiedere un parere al calligrafo o al grafologo o al letterato, a seconda di quello che mi interessa sapere. Acquisire informazioni è lecito (se non si infrangono i limiti delle leggi e della buona creanza). Discorso diverso è quello sull'eventuale utilizzo delle informazioni (che rimando ad eventuale altra occasione).

Lo stesso codice deontologico europeo (che è riportato integralmente nella sezione "Corsi tradizionali" di questo sito) mi sembra che confermi la mia tesi. Ecco i passi che possono essere utilmente richiamati:

 

[ex art. 10] Il grafologo... si deve rifiutare di prestare o esprimere il proprio esame un documento del quale sa essere stato rubato o sottratto illegalmente.

 

[ex art. 12] Il legittimo proprietario di un documento è il solo responsabile del risultato dell’analisi. I risultati dell’analisi devono essere presentati esclusivamente al richiedente.

 

In sostanza: è bene che il grafologo pensi a svolgere la sua delicata attività e non si dedichi a operazioni da detective che esulano dalle sue mansioni.

 

D. 11 - Nel corso della vita cambia la scrittura? Perché?

 

Immediatamente vengono in mente le parole di padre Moretti: l'esame della scrittura può rivelare solo le tendenze sortite da natura. Con linguaggio un pelo più tecnico, si potrebbe dire che per lui l'analisi psicologica della scrittura può rivelare solo il temperamento.

Personalmente non sono d'accordo (come, in realtà, ritengano - ma spesso pubblicamente non dicano - molti seguaci del Maestro). Io credo che la personalità umana parta dal temperamento (fattori endoperistatici, per dirla col prof. Aldo Bonifacio) e, con i fattori esoperistatici, arrivi a formare il carattere.

Io credo che la scrittura dei 14/16 anni spesso sia simile a quella successiva perché, fondamentalmente, ciascuno è qualcosa. Se la vita propone terremoti, le variazioni nella personalità che ne susseguono sono pari a quelle osservabili nella scrittura.

  

D. 12 - La Grafologia può capire, ad esempio, la tendenza alla violenza o alla musica?

 

Mentre nel primo caso è piuttosto facile ricercare e stimare i segnali grafici della rabbia, ribellione, immediatezza, sadismo e bisogno di dare sfogo agli istinti, per quanto concerne l'attitudine a fare musica il discorso è meno semplice.

Bisogna intendersi preliminarmente su quali caratteristiche si correlano alla figura del musicista, cioè che tipo di artista intendiamo. Credo che non ci sia una figura standard di musicista: c'è il creativo puro (per cui lo strumento è solamente un mezzo per esprimere la propria creatività), c'è il tecnico (che inventa poco e il suo obiettivo è rendere al meglio lo spartito che altri hanno realizzato), c'è chi ama la composizione, la direzione, c'è chi ama la purezza dei suoni dolci e delle pause e chi il rumore di più strumenti che gridano insieme il loro dolore e la loro rabbia...

Insomma: si potrebbe dire che un buon conoscitore della grafologia ha certamente la possibilità, osservando una certa scrittura, di indicare l'eventuale predisposizione per un certo approccio.

Qualche anno fa capitò a me stesso che un mio giovane nipote mi chiese se faceva bene a indirizzarsi al mondo della musica e della composizione musicale; nella sua scrittura trovai due elementi importanti: la sensibilità e l'originalità e il mio responso fu senz'altro affermativo. Per ora studia pianoforte e composizione al conservatorio e suona in un gruppo... vedremo se il futuro confermerà la mia analisi.

Prevengo una domanda che sorge spontanea, dato l'argomento "musica": si può capire la buona o cattiva intonazione con la grafologia? Per quanto ne so al momento, credo di no.

 

Sull'associazione Scripta in particolare

 

D. 101 - Perchè dovrei fidarmi di Scripta?

 

The answer, my friend, is blowin' in the wind,

The answer is blowin' in the wind.

... la riposta è nel vento. Il moderno vento abitato da risposte è internet: basta fare qualche ricerca per il nome dell'associazione (Scripta) o per quello dell'attuale responsabile (Carlo Chinaglia) per avere risposte.

 

 

D. 102 - Come sono strutturati i vostri corsi?

 

Tre sono le modalità fondamentali:

- partecipare fisicamente in sede (quella attuale è a Udine);

- organizzare stage in sede diversa, ospitando l'insegnante;

- partecipare ad un corso in video-conferenza.

In tutti i casi pensiamo che la cosa fondamentale sia l'interazione con l'insegnante e la visione immediata di schemi e grafie esemplificative.

Per ulteriori informazioni, vedi le pagine dedicate ai corsi tradizionali e a quelli monografici. 

 

 

D. 103 - Come si struttura la video-conferenza?

 

Salvo diverse intese con i partecipanti, i corsi in video-conferenza si articolano in lezioni di due ore), una volta alla settimana, in orario prevalentemente serale.

Il numero limitato di partecipanti (di norma da 4 a 7) e la preparazione dell'insegnante sono garanzia di partecipazione, interesse e resa proficua.

 

 

D. 104 - Rilasciate il diploma?

 

A semplice richiesta, diamo l'attestato di partecipazione.

Il diploma, invece, è conseguente al superamento di un esame. Sono previsti tre tipi di diploma: in Analisi Orale immediata, in Analisi Scritta dettagliata e in Perizia Grafica.

Da sempre abbiamo applicato criteri rigidi per la valutazione delle prove di esame: pensiamo che la credibilità di una Scuola passi anche attraverso le prestazioni fornite dai suoi allievi diplomati.

E' evidente che l'esame per il diploma è facoltativo.

 

 

D. 105 - Perché differenziate l'analisi orale da quella scritta?

 

Nei primi quindici anni di vita dell'associazione era previsto un solo tipo di esame (quello che oggi chiamiamo di Anali Scritta dettagliata). Successivamente sono state introdotte due nuovi filoni didattici (Analisi Orale immediata e Perizia Grafica su base grafologica). Le differenze fra la modalità immediata e quella meditata di analisi psicologica della scrittura sono diverse.

La prima (Orale) prevede un approccio diretto con il Committente che si aspetta dal grafologo una panoramica piuttosto esatta ed esaustiva della scrittura in esame (che, spesso, è la propria e realizzata direttamente di fronte all'analista). Sono richieste abilità nella gestione della comunicazione (è piuttosto facile comunicare notizie positive, molto meno facile dare quelle negative), capacità dialettica, rapidità nel cogliere aspetti grafici, interpretarli e "mescolarli" per ottenere un risultato professionale.

La seconda (Scritta) richiede competenze per redigere un documento che dovrà cogliere e spiegare molti aspetti della personalità usando un linguaggio certamente buono sul piano letterario e soprattutto su quello specificamente grafologico. Dovrà analizzare tutti gli aspetti previsti dal Metodo e dovrà ricostruire il puzzle della personalità mettendo insieme in modo opportuno tutte le tessere esaminate.

Abbiamo avuto (ed abbiamo tuttora) diversi allievi decisamente ben preparati sul fronte grafologico che non sono riusciti a superare alcun esame di diploma. Per il superamento dell'esame di diploma, Scripta richiede una prestazione che possa definirsi "professionale" e non semplicemente attestante la conoscenza della materia.